"Storia di una ladra di libri", Markus Zusak.

Questo libro mi è stato regalato da una delle mie migliori amiche l'anno scorso - verso aprile 2014 - in concomitanza con l'uscita del film, che volevo andare a vedere ma che non ho visto tutt'ora.
Ho iniziato immediatamente a leggerlo, ma ad 1/4 del libro mi sono fermata. L'ho ricominciato dopo l'estate e a 3/4 mi sono fermata. Nuovamente ho ricominciato la lettura un mesetto fa circa e l'ho terminata ieri.
Il motivo? Non so, forse non c'è un vero motivo.
Probabilmente l'ho letto nel periodo "non giusto" per me, perché decido quale libro leggere in base all'umore di quel preciso istante :)

Titolo: Storia di una ladra di libri (*)
Autore: Markus Zusak
Pagine: 563
Edizione: Frassinelli
ISBN: 978882005590
Prezzo: € 16,90
Genere: Narrativa
Voto: 3.5/5

(*) Questo libro è stato pubblicato con il titolo "La bambina che salvava i libri".

Trama: È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché "ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri", poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - "Storia di una ladra di libri" è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.

Ciò che mi è piaciuto davvero di questo romanzo di Zusak è stata la scelta del narratore, in questo caso narratrice onnisciente: la morte. Ho trovato che sia stata una scelta geniale, in quanto - come sappiamo - in quel terribile periodo la morte era in ogni angolo, accadeva ogni secondo. Era sempre presente.

E' il 1939 in Germania. La protagonista è una ragazzina di nome Liesel, la quale ha un modo tutto suo di guardare la sua vita e lo fa attraverso i libri. Libri che ruberà da una biblioteca della moglie del sindaco della cittadina in cui comincia a vivere dopo l'adozione.


La piccola ladra non vuole davvero rubare, ma lo fa per salvare le opere dal male che la circonda; il primo che "ruba" è un libro caduto sulla neve, dopo il funerale del fratello minore, prima di essere adottata. Sarà, poi, il padre adottivo - Hans - ad insegnarle a leggere.
Anche grazie alla sua lettura dei suoi libri che Liesel aiuterà un ebreo di nome Max, che la sua famiglia adottiva nasconde in cantina. La madre adottiva, Rosa, forse un tantino scorbutica, si rivelerà avere un grande cuore. Il migliore amico della protagonista, Rudy, dietro la facciata impertinente, si rivelerà avere un animo gentile, un ragazzino d'oro dai capelli color del sole.


Intanto il nazismo dilaga e Liesel si innamora, si dispera, fa esperienze, cresce; capirà l'importanza delle parole scritte su carta, e saranno proprio le parole che lei scriverà su un quadernino a salvarle la vita.

Un romanzo che racconta una semplice storia, in un contesto difficile. La parte che mi è piaciuta di più è stata l'ultima, dove viene raccontata la tragedia del bombardamento che distruggerà la via in cui abita Liesel, ma che la risparmierà.

"Storia di una ladra di libri" parla di guerra, di distruzione, di sterminio. Parla di tedeschi che seguono Hitler, di tedeschi che non voglio seguire Hitler. Parla di Ebrei che si nascondono, di Ebrei che marciano verso i campi di concentramento. Parla di morte, ma anche di vita.

Un romanzo che tocca le corde dell'animo e che, come molti altri romanzi del genere, ti fa capire che al giorno d'oggi noi siamo maledettamente fortunati.

"Un essere umano non ha un cuore come il mio. 

Il cuore dell’uomo è una linea, il mio un cerchio. 
Io, inoltre, ho un’illimitata capacità di essere 
al posto giusto nel momento giusto. 
La conseguenza è che negli uomini trovo sempre 
il meglio e il peggio: 
vedo la loro bruttezza e la loro bellezza, 
e mi domando come la medesima cosa possa essere entrambe. 
Eppure, hanno la sola cosa che invidio: 
se non altro, gli uomini 
hanno il buon senso di morire."

Commenti

  1. Di questo libro ho amato infinitamente lo stile dell'autore ma, aimè, non ho amato la storia quanto mi sarebbe piaciuto. Probabilmente perchè mi sono spoilerata la fine vedendo prima il film, probabilmente perchè non era il momento giusto...non saprei.

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    1. Un po' la penso come te, infatti vedesi il mio voto :)

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