"Wintergirls" di Laurie Halse Anderson.

Sono mancata per qualche giorno sul blog perchè ero immersa nel recupero di varie puntate di varie serie tv e nella lettura di un romanzo che mi ha toccata molto: sto parlando di "Wintergirls" di Laurie Halse Anderson. E' la mia seconda esperienza con questa autrice, il primo romanzo letto è stato Speak - Le parole non dette, il quale ho scoperto per il film omonimo con l'interpretazione di Kristen Stewart che all'epoca era una quattordicenne. Speak parlava dello stupro, una delle peggiori circostante in cui una ragazza può trovarsi. Wintergirls parla di anoressia e la lettura... beh, mi ha quasi soffocata, in alcuni punti volevo piangere...

Titolo: Wintergirls
Autore: Laurie Halse Anderson
Pagine: 336
Edizione: Giunti Y
ISBN: 
9788809786257
Prezzo: € 14,50 / € 9,90 / € 6,90
Genere: YA/introspettivo.

Voto: 4/5.

Trama: Lia e Cassie sono amiche dall'infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un'assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto ciò che mangia e di notte, quanto i suoi non la vedono, si sfinisce di ginnastica per bruciare grassi. Le poche volte che si nutre, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da "punirsi" per aver mangiato. Si ingozza d'acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo, ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda. Nel suo romanzo più toccante e poetico dopo Speak, finalista al National Book Award, l'autrice best seller L. H. Anderson esplora l'impressionante discesa di una ragazza nel vortice dell'anoressia.

Leggere Wintergirls è stato traumatico - quasi come aver rotto l'iphone.
Lia è una ragazza che ha una vita come tutte: scuola, famiglia, uscite con le amiche.
Ma cade in un pozzo nero, da cui non riesce (o non vuole?) risalire: l'anoressia.
Quando una delle sue migliori amiche, Cassie, viene ritrovata morta in una stanza di un motel per Lia è quasi impossibile stare bene. Fa credere a tutti di essere forte, anzi forse lei crede di esserlo... secondo il suo pensiero rinunciare al cibo vuol dire essere forti. Per lei diventare scheletriche vuol dire amarsi, ma non è così.
I suoi genitori (madre chirurgo e padre professore/scrittore) sono divorziati e suo padre si è risposato con un'altra donna, da cui hanno avuto una figlia - Emma - per cui Lia stravede, ma non sarà in grado di evitare di farle male. Il baratro in cui sprofonda, giorno dopo giorno, è profondo, ma con l'incursione di un ragazzo nella sua vita (lo stesso che ha trovato il corpo della sua amica Cassie) e di conseguenza la sua ''scomparsa'', le faranno trovare la forza di ricominciare a vivere, ma sopratutto di chiedere aiuto.
Sono molto sensibile, piango anche per le pubblicità a volte, e leggere questo piccolo capolavoro mi ha spiazzata, trafitta, ma mi ha fatto anche capire cosa può provare una ragazza che ha problemi con l'alimentazione. Eppure bisogna combattere, farlo ogni giorno e credere fermamente che si è più forti di qualunque cosa.


Potrebbe suonare banale, 
ma volere è potere... consigliato!

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